Superbonus col ravvedimento
Un termine congruo, dal momento della conclusione dei lavori e della presentazione dello stato di avanzamento, entro il quale i professionisti tecnici incaricati dello svolgimento delle attività di progettazione, di certificazione e di asseverazione, che abbiano rilevato errori di lieve entità nella compilazione delle diverse forme di attestazione, possano procedere ad un ravvedimento operoso. Estensione del superbonus ali immobili che ricadono nelle categorie catastali A1 e A8 (rispettivamente immobili signorili e ville), attualmente esclusi dal perimetro degli incentivi. Un meccanismo di sanatoria immediata per quelle che possono essere definite come parziali difformità dal titolo edilizio, ovvero un meccanismo per il quale per gli interventi realizzati in parziale difformità dal titolo edilizio, l’accesso agli incentivi possa essere comunque permesso qualora l’intervento sia conforme unicamente alla disciplina urbanistica vigente al 31 agosto 2020 (praticamente un permesso in sanatoria oneroso, ovviamente a carico del contribuente proprietario dell’immobile». Sono solo alcune delle proposte messe a punto dalla Rete professioni tecniche (che comprende anche architetti, ingegneri, geometri e periti) nel documento «Superbonus 110: Osservazioni e proposte per il miglioramento delle misure per l’efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico». La misura, secondo i professionisti, anche in considerazione della sua complessità e dell’aspettativa che ha generato in larga parte della cittadinanza, ha mostrato alcune criticità originarie alle quali si sono aggiunte nelle settimane immediatamente successive una serie di difficoltà interpretative dovute ai punti di vista dei soggetti a vario titolo coinvolti nel percorso applicativo. Di qui il documento che recupera e sintetizza la grande mole di segnalazioni pervenute ai Consigli nazionali degli ordini e collegi professionali aderenti, «ne individua i profili critici e propone soluzioni correttive sostenibili e immediatamente attuabili», spiega una nota. Le proposte emendative della Rpt mirano, tra le altre cose, «a superare la bassa integrazione tra le varie tipologie differenti di interventi, le incertezze della norma, i limiti di accesso agli incentivi fiscali, l’eccessiva produzione di documentazione, il nodo della conformità urbanistica dell’edificio interessato». La loro collocazione ideale, la legge di Bilancio per il 2021 in cui non si potrà non valutare anche l’opportunità di una proroga della misura. Il superbonus, afferma la Rpt in una lettera inviata al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al ministro dell’economia Roberto Gualtieri nei giorni scorsi, «ora ha bisogno di continuità, affinché le imprese e le famiglie abbiano la possibilità di programmare nel tempo gli interventi e non vada disperso, nell’incertezza, lo sforzo che da più parti è stato messo in campo. La necessità di un periodo ragionevolmente lungo di applicazione del superbonus è un elemento rimasto sempre in primo piano in tutti i numerosi dibattiti che si sono susseguiti, nei confronti del quale si è sempre registrata la più ampia condivisione». La Rpt, pertanto, ha espresso nella lettera l’auspicio che la proroga (almeno fino al 2023, oggi il termine è il 2021) non cada nel vuoto e possa invece essere raccolta nell’ambito della prossima legge di bilancio.
La questione dell’allungamento del beneficio muove anche il mondo delle costruzioni edili. Nel disegno di legge di bilancio «non c’è traccia della proroga» del superbonus al 110% oltre la sua scadenza naturale, fissata per il 31 dicembre 2021, evidenzia il presidente di Ance Gabriele Buia in audizione presso le commissioni bilancio di Camera e Senato. «Non si comprende come mai questa proroga, che il Governo ha indicato di voler mettere al centro del Recovery Plan italiano, non sia stata inserita nella manovra mentre per altre misure è stato già confermato l’utilizzo delle risorse (20 miliardi di euro nel triennio) del Recovery Fund»

